Le radio del web rischiano la chiusura. La notizia allarma tutti i milioni di ascoltatori (se ne stimano oltre cinquanta), che vorrebbero continuare ad attingere dallo sterminato archivio musicale della rete.
Nel marzo del 2007 la Copyright Royalty Board decise di triplicare i tassi di interesse delle royalty sui brani musicali destinati allo streaming. Secondo le anticipazioni del New York Times, un accordo dovrebbe essere firmato prima del febbraio 2009, termine oltre il quale, i costi di webcasting potrebbero diventare insopportabili per le piccole e grandi realtà di settore.
Pochi profitti e insufficienti a pagare le tasse, questo spingerebbe gli operatori ad abbandonare la diffusione della musica su internet.
Il modello di business delle radio ondine è oggi "assolutamente insostenibile", come dice il founder di Pandora Tim Westergren, le major infatti chiedono di pagare i diritti per ogni singola canzone trasmessa in streaming, a differenza delle radio satellitari a cui è richiesto "solo" di pagare il 6% dei propri ricavi, quindi senza conteggiarne ogni singolo brano; ancora diverso il sistema delle radio tradizionali via etere, a cui viene richiesto il solo diritto/dovere di fare pubblicità ai contenuti musicali.
Con questo sistema, anche colossi come Yahoo e AOL si trovano nell' incredibile situazione di dover sperare in un numero di ascoltatori non eccessivo, poiché con l'aumento di questi aumenterebbero anche i diritti pretesi dalle major.
Non sono mancate le proposte: c'è chi chiede agli internauti un contributo (Soma fm), quattordici stazioni dove è possibile spaziare su ogni genere musicale. Risposta analoga arriva da chi gestisce "Pandora", radio statunitense on line, che fino ad ora è stata un trampolino di lancio per artisti esordienti. Pandora ha tentato di incrementare maggiormente la pubblicità sulle sue frequenze virtuali, ma con scarsi risultati. Il pericolo di tracollo finanziario spaventa anche la Apple. Da giorni circola sul web la voce che potrebbe essere sospeso "Itunes", uno dei programmi più utilizzati per scaricare file musicali.
Ancora una volta la soluzione migliore è quella che nasce dall'anima "free" di internet: Musick è una webradio che trasmette 24 ore su 24 musica libera da diritti d'autore: Copyleft, Public Domain e Creative Commons. Una opportunità per gli artisti di musica pop, jazz, folk e rock alternativo che intendono proporsi e farsi conoscere. La radio è dedicata proprio a chi non si limita ad interpretare la musica di altri, ma ne compone della nuova: basta semplicemente proporsi. Per i non addetti ai lavori, chi volesse evitare di avere un agente SIAE, pronto ad esigere i diritti sui brani diffusi in un luogo pubblico, locale commerciale o festa che sia, la musica priva di diritti d'autore è totalmente gratis, non richiede il pagamento di nessun euro, a buon intenditor...
Dario Baragone