Giornalismo dal Basso alla Redazione del TG1

Il TG1 apre le porte della sua redazione con l'iniziativa il TG1 sei tu

09-12-2008 | Musica | Giovanni Usai

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Il TG 1 con l'iniziativa il "TG1 sei tu", segue il flusso del così detto giornalismo dal basso, una tendenza in rapida espansione grazie ai mezzi del Web 2.0, blog e youtube su tutti.

Dedicato a tutti coloro che hanno una storia di rilevanza giornalistica da raccontare o un semplice fatto da denunciare: collegandosi al sito del tg1 è possibile, dopo una veloce registrazione, caricare i propri filmati con il relativo commento. Il sito consente anche di scaricare appositi programmi per trasformare un semplice telefonino in una cinepresa degna di un reporter d'assalto, inoltre non si sottrae dal dispensare alcuni consigli pratici, che vanno dall'ottenere i migliori risultati con le tecnologie in possesso degli utenti, alle raccomandazioni per la scelta delle storie da raccontare.

Il mondo dell' informazione sta cambiando rapidamente e non tutte le testate riescono a reggerne il passo; il proliferare di blog ha portato all'attenzione della massa anche notizie provenienti da zone prima ritenute marginali e ha dato voce a tutti coloro che venivano tagliati fuori dall'informazione tradizionale.

Le testate giornalistiche, oltre all'industria musicale e cinematografica, rappresentano una delle categorie, che ha maggiormente perso denaro dell'espansione del web.

Uno dei capi saldi di internet, secondo cui: tutti i contenuti subito & gratis, si pone in forte contrasto con l'informazione classica, secondo cui le notizia va presa, elaborata in redazione e poi rivenduta al pubblico. Spesso i blogger hanno svolto lo stesso compito in maniere più veloce, capillare e perché no? Anche precisa, il tutto senza chiedere un soldo.

Non di rado chi scrive di medicina è veramente un medico e non un giornalista specializzato, chi scrive di viaggi è un appassionato più vicino ai gusti del vacanziere tipo o chi commenta una sentenza è veramente uno studioso di diritto.

Il fenomeno non sembra avere un limite e non sembra vicino alla fine.

Nei prossimi anni pare che la tendenza rimarrà invariata: crescita dell'informazione dal basso. I media classici possono solamente adeguarsi e sfruttare le carenze tipiche della rete, come l'eccessiva frammentazione che un argomento subisce sul web e l'estrema velocità con cui ogni notizia viene cannibalizzata e poi gettata via.

Alcune delle proposte più interessanti le mostrano i due principali quotidiani del nostro paese: La Repubblica e il Corriere della sera.

Nelle loro pagine web, entrambi i quotidiani permettono ai lettori di compensare le eventuali lacune degli articoli, con dei commenti da inserire sotto ognuno di essi.

Il giornalista, trovandosi di fronte ad una critica particolarmente lucida o ad una integrazione ben documentata e argomentata, potrà eventualmente ritornare sui suoi passi e modificare il pezzo. Assurdo? Nelle pagine del Corriere è già successo. Inoltre, la maggior parte dei giornalisti possiede un blog personale, uno strumento utile per riprendere ed approfondire durante la settimana una notizia interessante, ma che magari non ha trovato sufficiente spazio all'interno delle pagine classiche.

Per quanto concerne i bilanci delle testate, l'unica soluzione possibile pare quella di dirottare una parte della pubblicità anche sul web: nel caso di Repubblica le pagine visualizzate sono nell'ordine di un milione al giorno, una fetta di consumatori che farebbe gola a chiunque, ma è pur vero che il mercato pubblicitario italiano è ancora troppo arretrato per il web.

In questo scenario, l'iniziativa del Tg 1 è quanto meno stuzzicante per tutti coloro che hanno sempre chiesto maggiore apertura alla categoria dei giornalisti e che hanno sempre denunciato una certa impermeabilità delle redazioni.

Dario Baragone

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