Il Web 2.0 Non Muove Denaro

Il Financial Times Afferma che le Nuove Applicazioni di Internet Non Producono Utili

14-12-2008 | Musica | Dario Baragone

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Nonostante la sua espansione e la sua penetrazione all'interno della società, il web non muove denaro, è quanto afferma il Financial Times.
Fino ad oggi il web si è retto grazie ad uno spirito "fai da te" unito a piccole-grandi collaborazioni tra i suoi utenti, ma la continua richiesta di nuove connessioni, ovvero più domanda di memoria, quindi nuovi server, quindi più spese,  non permette al web di continuare su questa strada.
Le buone intenzioni degli utenti purtroppo non sono sufficienti a mandare avanti una rete ogni giorno più complessa ed articolata.
Oggi internet si regge soprattutto sulla pubblicità, che tuttavia non è sempre sufficiente a pagare stipendi e bollette, complice un mercato della pubblicità ancora acerbo e non fatto su misura per un universo dinamico e vario come quello di internet. Una soluzione diversa la propone Wikipedia, l'enciclopedia più vasta e cliccata del mondo: le informazioni che ci offre sono gratis e prive di pubblicità. Wikipedia si regge solo grazie alle donazioni volontarie dei suoi lettori, queste con una certa cadenza vengono sollecitate da apposite campagne di finanziamento.
Molti tentativi per far pagare agli internauti servizi o contenuti, che fino al giorno prima venivano offerti gratis, si sono rivelati fallimentari. Secondo Mark Mulligan, analista di Forrester Research, gli under 25 non vogliono pagare per la musica scaricata da internet, quindi i soldi vanno trovati altrove; la Nokia centra il problema con la promozione Nokia Come With Music, proponendo un anno di download gratuito e legale e tutti i clienti che acquisteranno alcuni modelli di cellulare.
Si muove invece controcorrente un recente rapporto della Jupiter Research, che fissa per il 2013 il sorpasso di alcuni contenuti a pagamento su quelli gratis.
Sempre secondo la Jupiter Research, a dispetto delle grandi aziende editoriali, tra i contenuti che rimarranno gratis, ci saranno proprio le news e solo l'1% dei naviganti sarà disposto a pagarle; anche i video rimarranno in prevalenza free, ma si prevede un incremento della pubblicità. Non si può nascondere un certo stupore, leggendo che uno dei settori dove si verificherà il fatidico sorpasso sarà proprio quello della musica: già quest'anno il mercato online ha superato quello dei cd, è accaduto al catalogo dell'Atlantic Records.
Tuttavia è opinione diffusa ritenere che il mercato del download musicale crescerà solo se le limitazioni sulla licenza e sulla proprietà degli mp3 verranno abbattute: chi paga pretende il possesso completo dei brani.
Il tutto mentre gruppi come i NIN regalano il loro cd sulle pagine del loro sito, Prince allega il suo ultimo lavoro ad un quotidiano inglese e i Radiohead concedono il download del loro In-Raimbow in cambio di un'offerta a completa discrezione dell'utente.
Per il futuro quindi, alcuni contenuti gratis ed altri a pagamento, il tutto in attesa di un fatidico equilibrio, che pare sempre più precario e condizionato dal continuo proliferare di nuovi gusti e nuove tendenze portate avanti dalla rete.

Dario Baragone
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