La vita di Peppino Impastato diventa un Fumetto

Intervista al disegnatore Lelio Bonaccorso.

08-06-2009 | Cronaca | Dario Baragone

peppeeee

Dopo il fortunato film "I cento Passi" di Marco Tullio Giordana, la vita di Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino, diventa un fumetto.

Peppino Impastato (Cinisi, 5 gennaio 1948 - Cinisi, 9 maggio 1978), è stato un politico, giornalista e conduttore radiofonico. Ribellatosi da giovanissimo alla stessa famiglia mafiosa dalla quale proveniva, nel corso della sua breve vita ha combattuto la mafia con le armi più odiate dai boss: la beffa, lo sfottò e il sarcasmo.

Dal 6 Maggio è disponibile presso le librerie e le fumetterie il fumetto "PEPPINO IMPASTATO, UN GIULLARE CONTRO LA MAFIA"  128 pagine, euro 14, edizioni Beccogiallo.
L'opera è stata sceneggiata dal giovane Marco Rizzo e disegnata dal giovanissimo Lelio Bonaccorso.

Abbiamo contattato il disegnatore messinese Lelio B. per parlarci della sua attività, ed in particolare, di questo suo ultimo lavoro.


Lelio a quali autori ti ispiri per il tuo tratto?

 
Direi che in generale mi ispirano molto gli argentini, molto carichi d'espressività e dal segno forte, ma il mio autore preferito è Eduardo Risso, che fa dei personaggi e delle atmosfere il suo punto forte.
 
Che fumetti leggi solitamente? Segui qualche serie?
 
Non leggo moltissimi fumetti, mi dedicavo a Dylan Dog ai tempi, ora preferisco le graphic novel dove tutto inizia e finisce con un unico autore, un paio di nomi che recentemente ho letto: Blanketts, Tre ombre e Brancaccio, favolosi!
 
Quando hai deciso di intraprendere la carriera di disegnatore?
 
La "chiamata" è arrivata presto, prestissimo. Già a circa sei anni avevo in mente l'idea di fare il fumettista, a dire il vero ero in bilico tra questo e fare l'archeologo, ma ha prevalso la prima!
 
 Ora passiamo al tuo lavoro, Peppino Impastato ormai rappresenta un simbolo, quasi un feticcio, non solo un'icona della lotta alla mafia, ma l'esempio stesso di un moderno Davide contro Golia. Come ti sei accostato ad un personaggio tanto ingombrante?
 
É stata una grande responsabilità, sia per me che per Marco [lo sceneggiatore del fumetto Marco Rizzo ndr.], Peppino rappresenta una figura importante nel panorama antimafia, sapevamo che ogni piccolo dettaglio doveva essere tenuto d'occhio, quindi abbiamo cercato di portare avanti il suo messaggio man mano che le pagine scorrevano.
Sopratutto ricordo la tensione e l'emozione che ho avuto nell'attendere il parere di Giovanni, il fratello di Peppino, visto che lui rappresenta il legame più vicino a questa storia. Abbiamo cercato di raccontare di questa persona e dì una famiglia nel modo migliore, senza pero la presunzione di dire "abbiamo fatto un lavoro perfetto".
 
 
Pensi che il film "i Cento Passi" abbia reso giustizia alla figura di Peppino?
 
Il film ha fatto un ottimo lavoro sull'immagine e sul lavoro di Peppino, anche per questo Marco ha voluto discostarsene, dato che era inutile seguire lo stesso filo narrativo. Abbiamo optato per una narrazione più frammentata: non descrivendo l'intero operato di Peppino, ma concentrandoci maggiormente su vari episodi della sua vita privata, anche perché, se avessimo dovuto illustrare tutte le cose che aveva fatto, mi sarei probabilmente trovato di fronte a centinaia di pagine in più da disegnare.
 
Come è stato lavorare a quattro mani con lo sceneggiatore  Marco Rizzo?
 
Io e Marco innanzitutto siamo buoni amici, e già da tempo collaboriamo insieme. Avevamo già realizzato varie storie per Alien Press, Tunuè e Beccogiallo, approdando infine a quest'opera che lui stesso mi ha proposto.
Marco, considerando che è un 26enne, fa una miriade di cose, tra cui il traduttore di fumetti e il giornalista. È molto impegnato sul fronte antimafia, e vi assicuro: non scherza affatto! Ha tutta la mia stima. Quello che lui riesce a fare è fondere la fiction con la realtà dei fatti, creando storie che ti fanno scorrere i brividi lungo la schiena, come la descrizione della morte di Ilaria Alpi o dell' assassinio di Peppino.
 
Hai dei progetti futuri in cantiere?
 
Per il futuro ancora non so... nulla di certo, tranne una graphic novel sempre in collaborazione con Marco per un editore italiano che presto annunceremo.

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